Yanez's profileCalle Maipù 994PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
January 27 GLI EBREI
Oggi è la Giornata della Memoria: è il giorno solenne in cui noi europei, sempre sensibili ai grandi temi umanitari e sinceramente affranti per la crudeltà della storia passata, rendiamo omaggio agli ebrei; cioè, ovviamente non proprio a tutti gli ebrei, per esempio non a quei bruti militaristi di Israele, che sono diventati uguali-uguali ai loro aguzzini di sessant’anni fa; e chiaramente nemmeno a quegli ebrei ricchi e potenti che fanno politica e affari in America, magari neoconservatori; e in effetti nemmeno a quegli scrittori ebrei canadesi che vendono tanto e sembrano sempre ridere di noi; per non parlare dei vecchi ebrei delle sinagoghe, così chiusi nella loro religiosità arcaica... Insomma, oggi noi rendiamo omaggio agli ebrei che ci piacciono, quelli che incarnano veramente lo spirito mite e remissivo del loro popolo, quelli col numero tatuato sul polso, quelli magri e cenciosi, quelli mort... Ecco, Calle Maipù 994 vuol celebrare una sua piccolissima Giornata della Memoria senza ipocrisie, provando a cimentarsi con un elemento della cultura ebraica non melenso, non “ alla Primo Levi”: la Kabbalah.
Gershom Scholem riporta un brano del Bahir, testo kabbalistico del 1180, nel quale si argomenta la tesi sorprendente che il Male proviene da Dio:
“Presso Dio c’è un principio che si chiama Male, e sta nella parte settentrionale di Dio, poiché si dice: dal Nord si espande il Male, e cioè: tutto il Male che viene a colpire gli abitanti della terra giunge da Nord. E quale principio è questo? E’ la forma della Mano, e ha molti messaggeri, e tutti si chiamano: Male, Male... E sono essi che precipitano il mondo nella colpa...”
A parte l’osservazione (davvero da Giornata della Memoria) che per il popolo eletto “tutto il Male viene da Nord”, questo testo è piuttosto eretico, e infatti anche la sapienza toraica lo ripudia: l’Ebraismo medievale, infatti, a causa delle influenze neoplatoniche e cristiane subite nei primi secoli dell’era corrente, accentuava rispetto alla visione veterotestamentaria i connotati “morali” della Divinità, fonte privilegiata della Luce, del Bene e della Verità e solo in forma indiretta e “negativa” dell’Oscurità, del Male e della Menzogna.
Questi attributi oscuri della realtà, che stanno nella Creazione e dominano il mondo sublunare (Malkuth), non potendo provenire da Dio direttamente, sono invece fatti risalire all’opera di Principi (non metto l’accento intenzionalmente) del mondo manifestato, e segnatamente a Metatron, che non è il cattivo dei Transformers ma è “l’Angelo della Faccia”, una Potenza legata al dominio dell’esistenza manifestata e quindi individuale: questa Potenza, che è reggente di Dio (misterioso e immanifesto, En Soph) nel mondo naturale e ne testimonia la “presenza” (Shekinah), è tuttavia un interprete infedele della volontà divina, proprio perché confinato al modo d’esistenza individuale, e governa la realtà come un Princeps Huius Mundi quasi diabolico.
Meyrink mette in bocca al leggendario Rabbino Loew (quello del Golem) parole che esortano a stare attenti quando si prega, perché le nostre preghiere potrebbero essere ascoltate da Metatron, le cui grazie si pagano sempre molto care; e Nick Cave (forse senza saperlo) chiarisce la cosa in modo perfetto:
“Pray hard but pray with care
Ora, l’Ebraismo è una religione monoteista, ma la Kabbalah mica tanto: la dottrina delle Potenze e Intelligenze angeliche e demoniache che reggono il mondo non presenta mai questi Principi (sempre senza accento) come dèi, ma, almeno nel caso di Metatron, concede loro una tale autonomia, una tale concretezza che è difficile considerarli come meri messaggeri o intermediari.
Il testo del Bahir va in controtendenza, intanto per la brutale immediatezza con cui chiama Metatron (è lui, si riconosce per la faccenda del Nord e della Mano, visti alla luce di un simbolismo molto affascinante ma complicato da esporre) “il Male”, così, senza eufemismi; e poi perché dice che esso è “presso Dio” (non si scherza).
Chi vuol riflettere sulla natura e sul carattere degli ebrei, consideri attentamente quel brano, lo dimentichi e poi lo rilegga: vi è in esso tutta la tragicità dell’avventura del popolo di Abramo, protetto da un Dio remoto e innominabile e perseguitato dallo stesso Dio, che quando ha un nome e una faccia ha sempre un nome e una faccia terribili. January 21 “L’ANGELO DELLA FINESTRA D’OCCIDENTE” DI GUSTAV MEYRINK“Ovunque, nei tre mondi, regnava un dolce silenzio.”
Dopo “Il Golem” e “Il volto verde” mi avventuro per la terza volta nel giardino ombroso e confusissimo dell’opera di Meyrink: sono libri nei quali, in sostanza, non si capisce niente, ma che al contrario lasciano la testa piena di domande, incertezze, ambiguità e immagini che si riverberano a lungo.
Per esempio, quella di un angelo verde come lo smeraldo o gli abissi marini, coi pollici al contrario, un carattere sfuggente e la tendenza a non mantenere le promesse...
Meyrink, cultore dei misteri della Cabala e gran conoscitore dei vicoli di Praga, stavolta s’impegna a ricostruire, attraverso un gioco intricato di reincarnazioni, la vita (le vite) del mago inglese John Dee, matematico e filosofo, consigliere di Elisabetta I Tudor, ispiratore del Prospero di Shakespeare e scopritore (insieme al suo discutibile socio Edward Kelley) delle Chiavi Enochiane scritte nel presunto linguaggio degli angeli.
Un folle completo, insomma, o forse un saggio perfetto: chi lo sa?
Non so se questo libro, o più in generale l’opera di Meyrink, fosse progettata per divulgare gli arcani della philosophia perennis dei magi (una tendenza deprecabilmente comune nel primo Novecento, dopo il boom dell’occultismo e del teosofismo): in ogni caso, pericolo scampato perché, come forse ho già osservato, non ci si capisce nulla.
Tuttavia, libri come questo accendono la curiosità, destano tutto un mondo, più che di storie e di personaggi, di allusioni: l’angelo verde, che assomma tutte le ansie e rivalità del gruppo di persone che lo evocano, non somiglia all’Eggregoro di Saint Martin? e Isais la Nera, non potrebbe essere la vera destinataria dei sonetti shakespeariani che parlano della “Dark Lady”? e il castello di Richmond, dove Elisabetta riceveva Dee, non è quello che vidi sotto una fitta pioggia due anni fa? e...
Così, invitato alla “caccia sottile” delle forme e dei nomi, anche io (il lettore) divento parte della narrazione, messo a parte di segreti e trascinato avanti e indietro nella secolare catena di eredità che nel romanzo lega uomini e dèi di epoche diverse alla stessa ricerca: quella della Vergine-Verità, che tutti vogliono possedere e che invece tutti possiede e inganna.
Forse, dopotutto, la magia è questa, e l’immortalità cui aspiravano i soffiatori coi loro fornelli e i vecchi cabalisti con le loro combinazioni di lettere ha a che fare con questo legare cose, luoghi e idee attraverso il sortilegio della parola scritta, spostando i ricordi da una coscienza all’altra. January 18 O SONO SBAGLIATO IO...“Per collegarsi a Internet lei ha bisogno dei driver.” “E dove li trovo i driver?” “Su Internet.”
La mia lotta con la modernità attraversa una fase critica.
Per di più, non faccio in tempo ad abituarmi a un anno che quello (inavvertitamente, come un ladro nella notte) finisce e ne parte un altro tutto diverso: se quello era dispari questo è pari, se quello era bisestile questo non lo è, se quello era alla fine questo è all’inizio e mille altri paradossi che ora non starò a spiegarvi.
Insomma, imprevedibilmente, nella darwiniana lotta per la sopravvivenza che vede impegnati all’angolo rosso il mondo intero e all’angolo blu me, il vincitore sembra essere il mondo intero.
Chiaramente mi rendo conto che un blog non è proprio il mezzo adatto per lanciare il mio barbarico “YAWP” contro il Ventunesimo Secolo, ma malauguratamente non mi hanno permesso di affiggere le mie novantacinque tesi, vergate su pergamena con una penna d’oca, sul portone del duomo di Wittenberg.
Del resto, io di tesi ne ho scritte solo due, una di laurea e una di dottorato, e non so proprio come farei a tirarne fuori altre novantatré: mi ci vorrebbe un ghost-writer, come quelli che hanno scritto le biografie dei calciatori, i romanzi di Stephen King, gli articoli di chimica della moglie di Ceausescu (questa è vera) o il Corano (nel caso, il ghost-writer era l’Arcangelo Gabriele, io non aspiro a tanto).
Sto andando per la tangente (spero di non essere intercettato), ora torno al tema principale, che è la mia riluttanza ad adattarmi alla modernità e segnatamente alla sua irrinunciabile enfasi.
Per esempio, io ho uno stereo, che come molti sterei (?) si può accendere ma anche spegnere: solo che quando lo spengo sullo schermo non compare la scritta “Spento” (sarebbe troppo) e nemmeno “Off”, bensì “Eco Power”; vado a guardare il libretto delle istruzioni e scopro che “Eco Power” designa la responsabile politica di risparmio energetico della casa produttrice del mio stereo, pensate, ci ho un capolavoro di congegno che quando lo spengo non consuma energia!
Naturalmente, io certe finezze non le capisco perché non sono un esperto: che gli Dèi della Grotta Oscura (alle cui effigi dipinte col sangue sacrifico sempre, dopo la caccia, la parte migliore del cervo) mi dispensino dal diventarlo!
Gli esperti di elettronica sono quelli che sono sempre pronti a sbagliare al posto tuo: se li lasci un momento soli col tuo computer, minimo minimo ti installano quattro nuovi programmi, tu chiedi loro “E questo a che serve?” e ti rispondono “Fa esattamente le stesse cose che faceva l’altro, ma nessuno lo sa usare ed è in inglese”.
Non sono un luddista, né un hippie, ma c’è qualcosa, in quest’epoca e nei suoi gadgets, che non mi convince.
Ed è un po’ per questo che siamo qui.
Tutti disadattati, ma perfettamente al passo coi tempi. January 14 STREAM OF CONSCIOUSNESS AI GIARDINETTI“Introibo ad altare Dei.”
January 06 FAVOLETTA TAOISTAIl sublime maestro Chuang-Zi e un suo amico, il rozzo maestro Yan-Zi, passeggiavano lungo la sponda del Grande Fiume Giallo e guardavano i pesci saltare e guizzare fra le onde. “Ecco che cosa piace ai pesci”, disse il sublime maestro Chuang-Zi, “saltare e guizzare fra le onde del Grande Fiume Giallo: simile ad essi è il saggio; perciò il Saggio evita ciò che è complicato e si compiace in ciò che è semplice; perciò egli sceglie questo e rifiuta quello.” Il rozzo maestro Yan-Zi rispose: “Le tue parole sono dolci e sagge, o sublime maestro Chuang-Zi, ma se sapessi perché il Grande Fiume Giallo si chiama così forse cambieresti idea”. January 04 “VITE BREVI DI IDIOTI” DI ERMANNO CAVAZZONI“Un pacifista si è dato fuoco per strada; ma si è pentito subito e si è buttato in una fontana. In seguito ha detto di avere salvato una vita umana.”
L’attesissima recensione di Calle Maipù 994 al libretto di Cavazzoni, prestatoci dal Socio a fini di plagio, è finalmente pronta: trattasi di un libro piuttosto geniale, per lettori che sappiano fare un uso intelligentissimo della propria stupidità (il che consente loro di identificarsi con gli idioti di cui sono narrate le vicende e al tempo stesso di riderne, certi della propria superiorità). I racconti più riusciti sono forse “Gli albanesi”, in cui un uomo affetto da ulcera con complicazioni cerebrali non riconosce più la moglie e il figlio e si convince che siano profughi capitati a casa sua chissà perché, e “La pu%%ana fallita” (Calle Maipù 994 pratica una severa censura sulle parole oscene), in cui una donna dà prova di grandi capacità ermeneutiche interpretando praticamente tutto ciò che vede dalla finestra come un insulto alla sua persona. Gli strumenti retorici più usati sono un tono didascalico da manuale scolastico dell’età umbertina e un favoloso indiretto libero che favorisce una continua e fertile confusione fra la realtà oggettiva e la sua percezione da parte di individui, per di più, cretini. Quasi del tutto esente da moralismo, da militanza politica, da scopiazzature da Garcia Marquez e da ubbie dechirichiane, il volume non sembra affatto scritto da un italiano del tardo Novecento: di ciò non ci si può che compiacere. January 03 ASTROYANEZ“Lei crede nelle stelle?” “No, noi del Cancro siamo molto scettici.”
Dall’autorevole sito www.astroyanez.bla (non posso darvi il link perché non esiste), ecco gli scoppiettanti oroscopi per il 2008: gli eventi astrali più importanti saranno la congiunzione di Marte con Giove (accompagnata dalla sensazione di entrambi di aver sbagliato qualcosa) e il passaggio della Cometa di Halley, seguito dopo una settimana da un altro passaggio della Cometa di Halley (la seconda volta, sarà visibile al posto della coda luminosa uno striscione con la scritta “Avete sbagliato tutti i conti”).
Cominciamo con una dettagliata previsione dei maggiori eventi planetari: il riscaldamento del globo conoscerà una brusca accelerazione nei mesi estivi e un decremento in quelli invernali (al contrario nell’emisfero sud), e la cosa sarà tenuta nella giusta considerazione dalla comunità scientifica; Malta accuserà gli Stati Uniti di possedere armi di distruzione di massa e intraprenderà la guerra più breve della storia (al termine della quale l’antica Repubblica dei Cavalieri sarà rifondata su basi nuove come villaggio Valtour); i ricercatori inglesi scopriranno il gene responsabile del disinteresse verso il latino e lo rimuoveranno dal Dna umano ipso facto et in saecula saeculorum; l’Iran completerà il suo programma per un nucleare pacifico e pulito e l’indomani al posto di Israele si troverà il Golfo di Teheran (gli osservatori dell’Onu dichiareranno: “Da quando ci ricordiamo è sempre stato così”); il Papa sarà processato per cattolicesimo e trovato innocente; in Italia verrà approvata in tempi record una nuova legge elettorale logaritmica alla tailandese, in base alla quale un solo partito è ammesso alle elezioni e prende fino al 33% dei seggi (il resto, tutti senatori a vita); il Presidente Putin diventerà padrone di Calle Maipù 994 (lunga vita, lunga vita a lui!).
E ora, segno per segno:
Stambecco. Ma no, che non vi tradisce...
Sguattera. Rimanete il segno più derelitto dello Zodiaco.
Centauro che Regge un Tempietto di Nike con Dentro una Boccia di Pesci Rossi. Troppo complicato.
Bresaola. Buona l’intesa col Parmigiano, ma non siate troppo crudi.
Mucca Pazza. Non vi si fila più nessuno.
Siepe di Bosso. Il vostro carattere aulente e ombroso sarà apprezzato come non mai.
Parmigiano. Sfuggite ad ogni costo da un Bresaola (specie se della prima decade).
Merluzzo. Finirete in forme inusitate nei piatti di gente che non vi ha mai conosciuti quando eravate al top.
Piffero. Ma che razza di segno siete?
Chimera. Non esistete, fatevene una ragione. |
|
|